MOOGHY era un gatto randagio, libero come il vento e fiero come un eroe. In verità so ben poco di lui. Non so dove sia nato; se sia nato 
randagio o se qualcuno lo abbia abbandonato a se stesso. Posso però immaginare la sua vita.  Per oltre dieci lunghi anni a combattere, giorno dopo giorno, sia il caldo sia il freddo, senza un riparo sicuro. A fare ricorso alla sua intelligenza e volontà per sopportare e superare la sete e la fame, senza il conforto di una mano amica. E i suoi occhi tutto questo lo trasmettevano, da subito.
Lo sguardo  senza paura,  solo come un gatto può avere, ma allo stesso tempo la dolcezza e la fiducia di un bimbo ancora innocente.
Aveva nulla, fuorchè la sua fierezza e la sua libertà. Non aveva ovviamente "un nome", figurarsi "un amico".

Un giorno l'ho conosciuto, forse per caso o forse perchè l'ha deciso il destino. E siamo diventati amici. Amici veri, non per convenienza.
Aspettavo con ansia la domenica per poterlo incontrare e coccolare e penso che anche Mooghy aspettasse la domenica per saltarmi in braccio.
Questa sua profonda tenerezza, questa sua voglia di essere accarezzato, di starmi vicino, mi spezzava poi il cuore quando lo dovevo salutare.
"Ciao, ci vediamo domenica" e mentre mi allontanavo, lasciandolo lì sul marciapiede e lo guardavo con la coda dell'occhio, Mooghy se ne stava
seduto, con quegli occhioni spalancati a fissare i miei passi, forse a contarli, come avrebbe poi contato i giorni, fino al prossimo incontro.
Avrei voluto portalo con me, a casa, dove avrebbe sempre trovato acqua fresca e cibo in abbondanza. Ma non potevo togliergli la libertà.

E così è passata la primavera e poi l'estate. E poi è arrivato l'autunno con la pioggia e il freddo.
E Mooghy stava male, era evidente. Non potevo sopportarlo, non potevo abbandonarlo. E l'ho portato con me.
Sapevo che il suo spazio si sarebbe ridotto ad un appartamento di città e che mai sarebbe ritornato a correre per i prati di periferia.
Non so se il mio era egoismo o amore. Ma sono certo che Mooghy ha pensato fosse amore, perchè mi stava sempre addosso a fare le fusa.

Ma la felicità dura sempre poco, troppo poco. E il verdetto del veterinario, il primo che forse Mooghy abbia visto in vita sua,  non lasciava spazio ad illusioni: gravissima insufficienza renale e per essere sicuri che il male non viaggia mai da solo, Mooghy era affetto anche da Fiv.
Sarebbe stato il caso di porre fine alla sua esistenza, subito. No !!!!
Se ha combattuto per anni e anni, vivendo una vita da randagio, combatterà ancora, combatteremo insieme fino a che il combattere avrà un senso. E la fortuna ci ha fatto incontrare Stefania, che non è stata semplicemente un  altro veterinario, ma è una persona "speciale".
E così, giorno dopo giorno, tra ansia e speranza,  siamo riusciti a festeggiare insieme il Natale. Quale regalo poteva essere più bello ?
E abbiamo festeggiato anche la Pasqua. E io mi illudevo di poter festeggiare chissà quali altre ricorrenze.

Ma quando ormai la primavera stava riempiendo i prati di fiorellini selvatici e Mooghy nei suoi sogni avrebbe ancora dato la caccia alle lucertole ferme a prendere il sole, la battaglia è finita. La sconfitta mi ha colto di sopresa. Stranamente, perchè l'atto finale era scritto, previsto, certo.
Ma non si è mai davvero pronti a perdere "qualcuno" a cui si è profondamente legati. E' in quel preciso momento che si sente davvero quanto
le ferite dell'animo siano molto più dolorose di qualsiasi altra ferita.
Rimane la consolazione di aver lottato, combattuto e anche vinto perchè Mooghy, ricorrendo a tutta la sua volontà e sacrificio, coraggio e 
fierezza, è riuscito a spostare sempre più in là il limite, quel limite che mentre il male distrugge il corpo, l'anima si arricchisce sempre più.

E così Mooghy se ne è andato. Ma mi ha lasciato un bellissimo e dolce ricordo. E mi ha insegnato a non mollare mai, anche se so di perdere.
A non mollare mai anche se la ragione direbbe il contrario. A non mollare mai, perchè solo così si diventa davvero forti, forti dentro.
Non diventerò mai un eroe, come Mooghy lo è stato per me.
Sarò già soddisfatto se mi potrò considerare almeno  "un uomo" e non come tanti, troppi, che lo sono solo per nascita.
Grazie Mooghy per tutto quello che mi hai dato e che continui a darmi.

Mirko

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la domenica pomeriggio ... e le coccole la casa (all'aperto) di Mooghy
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la tana (1) di Mooghy la tana (2) di Mooghy
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Mooghy è nella nuova casa Mooghy può anche dormire nel letto
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Ora VICKY ha preso il posto "fisico" di MOOGHY ..... ...... ma nel mio cuore Mooghy avrà sempre il suo immenso posto
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Vicky ha ormai un anno e il suo carattere forte e dolce mi ricorda tanto Mooghy